La pulizia del cavallo

Scritto da Valentina Moro


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ondamentale infatti, è ricordare che è necessario effettuare una serie di operazioni di pulizia del cavallo, prima di poter procedere con l'insellaggio. Una volta recuperato il cavallo dal paddock o dal box bisogna innanzitutto scegliere un luogo sicuro e riparato dove legarlo. Come prima cosa bisogna procedere alla pulizia del manto, volta a togliere i residui della lettiera e a eliminare incrostazioni dovute a fango o a sudore.

Una buona pulizia del pelo, oltre che a essere piacevole per il cavallo, evita la formazione delle cosiddette fiaccature (fastidiose piaghe dovute al contatto tra la pelle del cavallo e i finimenti). Bisogna far particolare attenzione durante i periodi di muta (a inizio primavera e ad autunno) in quanto il pelo vecchio, se non rimosso, potrebbe ammassarsi e creare fastidio. Elenchiamo qui di seguito gli attrezzi che vengono utilizzati per la pulizia del manto. Il primo ad essere utilizzato è la striglia. La striglia è una spazzola dentellata di forma ovale che può essere in plastica, in ferro o in gomma. Va passata con movimenti circolari in tutto il corpo per togliere le incrostazioni e sollevare la polvere dal manto. È buona educazione non pulire le parti delicate come muso, zampe e pancia con la striglia, soprattutto se questa è di materiale rigido, in quanto potrebbe recare dolore o fastidio al cavallo. La brusca è una spazzola con le setole rigide, generalmente sintetiche. La brusca va passata in tutto il corpo del cavallo seguendo il verso del pelo e serve a togliere la maggior parte dello sporco sollevato dalla striglia. Una spazzola a setole morbide, o un panno di lana, servono a lucidare il manto e a togliere gli ultimi residui di sporco una volta finito con brusca e striglia. Bisogna prestare molta attenzione all'utilizzo di prodotti spray lucidanti e sgroviglianti. Se, infatti, saltuariamente possono essere utili per dare lucentezza al pelo, utilizzati troppo spesso modificano odore e impermeabilità e vanno a intaccare il normale Ph della pelle dell'animale.

Per procedere alla pulizia della zona vicino agli occhi e del naso è necessario utilizzare una spugna bagnata e strizzata. Essendo queste zone particolarmente delicate, la spugna che verrà utilizzata va tenuta divisa da quelle che saranno invece utilizzate per la pulizia dei genitali o del corpo.

Anche la coda e la criniera del cavallo vanno tenute pulite e in ordine. Per la pulizia della criniera utilizziamo una spazzola simile a quelle che utilizziamo per i nostri capelli, o un pettine a denti larghi. Per togliere, invece, i residui rimasti incastrati tra i crini della coda possiamo utilizzare un semplice bruscone. La pulizia accurata della coda, con spazzola o pettine, non va eseguita troppo spesso, altrimenti i crini si spezzano e si indeboliscono. Quando viene fatta è importante spruzzare preventivamente un prodotto per ammorbidire e districare i crini e procedere pettinando pochi ciuffi per volta. La coda e la criniera del cavallo crescono durante tutto il periodo dell'anno. Almeno una volta al mese è necessario controllare la loro lunghezza e, se necessario, procedere al pareggio.

La pulizia dei piedi del cavallo va fatta tutti i giorni; sempre all'inizio e alla fine della passeggiata o della lezione. Lo zoccolo va pulito nella sua interezza: all'esterno usando una spazzola a setole dure o in plastica, sotto utilizzando un particolare attrezzo a uncino, denominato curasnetta o nettapiedi. La pulizia dei piedi permette di controllare la salute dello zoccolo e di eliminare corpi estranei rimasti incastrati nel fettone o nella forchetta. Una o due volte a settimana, a seconda delle esigenze, è possibile applicare, sullo zoccolo pulito, del grasso. Il grasso, oltre ad avere funzione emolliente e riparatrice, permette al piede di mantenere la corretta umidità anche in ambienti secchi come sono generalmente le nostre scuderie.

È buon’abitudine procedere personalmente alla pulizia del proprio cavallo innanzitutto come forma di cortesia nei suoi riguardi, secondo perché solo imparando a conoscerlo riusciremo a capire quando ha qualcosa che non va.


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